Veduta del porto di Ripetta prima della costruzione degli argini del Tevere, 1887.

 

Forza Clementina

La fotografia qui riprodotta mostra una veduta laterale del porto di Ripetta, opera architettonica fra le più significative del Settecento romano, eseguita nel 1703 dall'architetto ed incisore Alessandro Specchi. Il Porto fu distrutto per consentire la costruzione dei muraglioni e il conseguente avanzamento della riva del Tevere. I lavori per la sistemazione degli argini del Tevere cominciarono nel 1877, in attuazione della legge emanata il 6 giugno 1875, ed ebbero luogo in massima parte nel decennio fra il 1883 ed il 1892, terminando definitivamente solo nel 1926.

 

Il porto di Ripetta, il cui impianto scenografico e curvilineo venne ripreso nel 1723 dal De Sanctis per la scalinata di Trinità dei Monti, è stata una delle prime e più gravi perdite che la città di Roma ha dovuto subire per adeguarsi al moderno ruolo di capitale. La fotografia è contenuta in uno dei due volumi dal titolo "Il Tevere". Stato anteriore ai lavori di difesa, dedicati l'uno alla sponda destra e l'altro alla sinistra, che documentano in complessive novanta fotografie le rive del fiume prima della costruzione dei muraglioni (Veduta laterale del Porto di Ripetta - 1865).

 

Questi volumi, ai quali ne va aggiunto un terzo sulle sponde fotografate subito dopo la sistemazione, furono commissionati dal Genio civile per essere conservati nelle raccolte capitoline. In gran parte il rilevamento è dovuto alla ditta composta da Antonio D'Alessandri e dal fratello Paolo Francesco, massimi esponenti della fotografia romana ottocentesca.

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