Piazza Colonna (1890).

 

 

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Lo "struscio nel Vetrinone": un obbligo per le madri con ragazze da marito, per gli ufficiali della guarnigione e per l'altra varia umanitÓ indaffarata della city capitolina. Una compagnia di assicurazioni dal nome esotico ("La New York"), tanta pubblicitÓ sui targoni a ogni angolo di strada, l'edicola dei giornali. A proposito, nel 1898 Roma aveva ben venti quotidiani, eccone alcuni: "La Capitale" (radicale), "Il Diritto" (democratico), "Don Chisciotte" (umoristico), "Il Fanfulla" (simile a "Le Figaro"), "L'Italie" (in francese), "Il Messaggero", L'opinione" (conservatore), "L'Osservatore Romano" (Santa Sede), "Il Popolo Romano" (liberale, di larga diffusione), "La Riforma" (radical-chic), "La Tribuna" (progressista), "La Voce della VeritÓ" (organo del Vaticano).

 

Piazza Colonna fin de siŔcle era piena di risorse anche per chi viveva pi¨ di amenitÓ che d'impegno. D'estate, intorno a mezzogiorno, file di land˛ vi facevano "capolinea", per lasciar scendere davanti al caffŔ Cillario - importatore dell'uso piemontese del vermouth - o di fronte a palazzo Ferrajoli, sede della pasticceria specialista in violette candite, la Ronzi e Singer. Poi, al tramonto, si alzavano le mantovane di palazzo Wedekind, calate dietro le colonne provenienti dagli scavi di Veio, e intorno alla banda comunale diretta dal maestro Vessella fiorivano i tavolini dei caffŔ.

 

passaparola

 

Seduto a uno di quei tavolini, Sigmund Freud rimase impressionato dalla vitalitÓ dei romani. Una vitalitÓ che li astraeva dalla realtÓ, fino a farli rischiare il suicidio, travolti dal tram o dalle carrozze. Piantata nel cuore di Campo Marzio, nello stesso posto in cui era stata collocata in origine, domina la colonna di Marco Aurelio imperatore, sormontata dalla statua di San Paolo.

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